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"Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino" (Lc 9, 3-4).
E' forse questa l'essenza del cammino. Non caricarsi di pesi inutili, di zavorre ingombranti, come certe false sicurezze, affidando tutto alla Provvidenza.
Soprattutto, riprendere sempre il cammino dopo le soste, senza rimanere schiavi della sicurezza che possono dare quattro mura e un fuoco scoppiettante.
Il cammino diocesano dei giovani vuole partire proprio da qui, dalle radici della nostra fede cristiana, dalla missionarietà dell'annuncio.
E' l'augurio di Don Tonino Bello ai giovani: "Il vostro annuncio sia audace! Non siate i depositari dello status quo, non dovete essere i notai della realtà...dovete essere i profeti del cambiamento!"
Una realtà profetica bel visibile durante l'incontro diocesano dei giovani a San Ruffino. Eravamo tanti, ma si sa il numero in questi casi non conta.
Insieme abbiamo condiviso prima la Mensa eucaristica, poi il pranzo, vissuti in un clima di gioia e di fraternità.
A guidarci nella riflessione è stato poi Padre Andrea Arvalli, superiore dell'eremo, con una grande esperienza di silenzio e di preghiera.
Seguendo un brano del Vangelo di Marco, ci consiglia il giusto atteggiamento per accostarci alla figura di Gesù: il silenzio. Una parola poco compresa nel nostro mondo moderno, così rumoroso e frenetico.
Una realtà che possiamo comprendere però a Lourdes e a Loreto, alla scuola di Maria, che nella sua umiltà ha detto il suo "Si" all'amore, vivendo nel silenzio e "meditando tutte le cose nel suo cuore".
Abbiamo poi riflettuto sull'Inno alla carità di San Paolo, per capire se il nostro amore e il nostro servizio hanno radici profonde o si lasciano condizionare troppo spesso dalle difficoltà quotidiane.
Poi ci siamo messi in cammino. Si, senza riserve, per seguire Gesù Cristo, l'unico da cui provengono la felicità e la ricchezza spirituale che tutti i giovani del mondo, coscienti o non coscienti, ricercano.
In diocesi il cammino dei giovani nell'Unitalsi non è nuovo. Nuova è la proposta nazionale lanciata con gioia a Loreto nel 2007 e proseguita quest'anno ad Assisi. Ora nella Diocesi di Fermo si concretizza in un percorso di formazione che cerca di coniugare l'approfondimento della fede cristiana con il carisma unitalsiano del servizio e della carità. Non si vuole creare un'Unitalsi parallela, un' "Unitalsi dei giovani". Collaborare, piuttosto, per formare - come disse il Presidente Nazionale Antonio Diella a Loreto - "un'Unitalsi giovane", che sia capace di un gioioso annuncio di speranza.
E allora lasciamoci trasportare in questo cammino dalle parole del Vangelo di Luca: "E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire i malati" (Lc 9,2 ).
Da qui parte il nostro cammino.
Tutto il resto è storia ancora da scrivere.
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